Paese che vai usanza che trovi. Ci avete mai pensato? il mondo fuori dall'Italia, per qualche motivo che nessuno si prende la briga di svelarci è: DIVERSO!
Certo non grandi differenze, ma fastidiose abbastanza da far dire all'Italiano medio che si avventura fuori dal suolo patrio: ma che cavolo in Italia questa tal cosa è meglio!!!
Questo accade per due motivi fondamentali:
1) il nostro talento nazionale non è la cucina, come molti dicono, e neppure l'ingegno, come pochi ricordano, ma è la lamentela!
2) nella mente dell'italiano medio il concetto astratto (o platonico se si vuole...) "Italia", corrisponde al quartiere dove vive. In qualche raro caso alla regione in cui vive, ma allora si parla già di intelletti raffinati... quindi i paragoni con il resto del mondo risultano magari un po' forzati se non del tutto ingiustificati
Insomma, per farla breve, mi aggiravo un giorno in cerca di qualcuno in grado di riparare il pedale del cabio della mia vecchia moto. Operazione semplice: punto di saldatura, bzzz e via in sella.
Entro nel primo carrozziere che trovo e chiedo in greco (avevo preparato la domanda a casa con il dizionario): "potete riparare questo?" Ed in quel momento ho esperito (ghigno intellettualoide...) per la prima volta il fatalismo greco.
Risposta: "Il tizio in salopet, sporco di grasso, senza dire una parola guarda in alto, sorride in modo strano ed emette un suono caratteristico "nts".
No, non poteva e non c'era bisogno di ulteriori speiegazioni. Quel guardare in alto, quel sorriso metà e quel suono tronco mi avevano lasciato incuriosito. La gestualista, l'espressione mi ricordavano quelle immaggini dei santi che ci sono tanto familiari in cui qualcuno guarda verso l'alto in contemplazione del divino.
In un colpo solo tutto mi fu chiaro: il carrozziere non poteva riparare il mio pedale perché era colpa di Dio.
Niente di blasfemo intendiamoci! è come se avesse detto mimandolo: guarda amico, io vorrei darti una mano ma la provvidenza di divina, Dio o chi per lui non vuole... non è destino che io aiuti te come non è destino che qualcun'altro aiuti me.
Basito (F4) me ne sono andato... ma dopo quel giorno ho impato a familiarizzare che questo senso di predestinazione che pervade ogni aspetto della vita in Grecia.
Da quel giorno è successo che il destino non volesse farmi trovare una penna che cercavo in una cartoleria, il pane senza olio in un sulazidico e molto molto altro ancora, ma io ovviamente continuo a tenere duro.
PS.
Per tutti coloro che fanno caso alle buone maniere: quando si fa una domanda a qualcuno, quello per gentilezza dovrebbe risponderti con qualche parola di circostanza: lo sò.
Ma quesa è una di quelle piccole differenze di cui parlavo all'inizio. Se venite qui fatevene una ragione.
Caro Lobo Ottuso, vedo che hai iniziato a postare in forma anonima senza prima presentarti, male, male, così dai il cattivo esempio ... Sarai punito per questo, credo che spargerò presto tue foto per tutto il web, così poi vediamo se riesci a mantenere l'anonimato ... :D
RispondiEliminaComunque bel post! :)
Ahi ahi!
RispondiEliminaNon è che volgia rimanere anonimo, ma sai... visto il tema del blog è meglio non esporsi troppo!
E poi che cosa potrei dire di interessante su di me?
Sono un tizio qualunque che un giorno ha iniziato ha sentire parlare greco intorno a se e ha relaizzato di un colpo: "cavolo... ma allora vivo proprio in Grecia!"