lunedì 2 maggio 2011

Quartiere che vai strada che trovi

Cari Amici della grecità tutta un bentornato a tutti voi.

Devo dire che mi era mancato questo blog perché di cose da dire ce ne sono ancora tante e tante tante e tante...
Ma il tempo è tiranno e quindi sono costretto a centellinare queste perle di esperienza di vita quotidiana poco alla volta.
Già mi immagino un giorno, quando sarò vecchio e sdentato, i miei nipotini mi chiederanno:
-Nonno! ma è proprio tutto vero???
E io rispoderò con aria sacerdotale : -ebbeeeeneeee si cari figliuoliiii...-

Ma procediamo oltre!

Oggi, signore e signori iniziamo con un bel quiz sulla storia Greca: qual'è la costruzione Greca che simboleggia la civiltà Minoica?
La risposta a pagina 46.
Acc.. non ci sono pagine in un blog!
Facciamo così alla fine di questo post troverete la risposta, ma mi dispiace per gli ignoranti: rideranno a scoppio ritardato.

Oggi parleremo miei cari di viabilità, il ché, ovviamente, va da sé! (non resisto ai giochi di parole stupidi...)
Nel post precedente si parlava di un mezzo per muoversi nella città e quindi ora è il caso di approfondire tutto quello che riguarda una destinazione: che ci fai con un mezzo di locomozione se non sai dove andare e soprattutto come arrivarci?

In effetti, se ci pensate bene, la prima cosa che viene spontanea fare, dopo essersi trasferiti in una nuova città, è proprio dedicarsi alla sua esplorazione.
Non è solo una questione di curiosità o di spirito d'avventura, ma è anche una necessità pratica, perché può risultare determinante trovare l'orientamento nel caso si debba affrontare una qualunque urgenza.

Nel mio caso, lo ricordo chiaramente, non mi sono preoccupato molto della toponomastica Ateniese. Mi sono messo semplicemente ad andare su e giù con la mia motina alla scoperta di quartieri, parchi, negozi, spiagge, caffetterie, centri commerciali etc etc...

Insomma, all'inizio sono state tutte rose e fiori, ma alla fine viene il giorno in cui ti serve di andare in un posto preciso.
Che fare allora?
Ti procuri un tuttocittà locale? ho provato, ma pare che non ce ne siano.
O meglio, ci sono ma costano svariati soldi perché non li portano a casa gratis con l'elenco del telefono (a proposito non portano nemmeno l'elenco del telefono, ma questa è un'altra storia)
ed infatti li vendono in libreria o nei peripteri più lussuosi.
Ah dimenticavo, gli stradari ovviamente sono in greco... perché mai dovrebbe essere in una lingua straniera?.

Insomma vista la situazione che fai? cerchi di aiutarti come puoi. Ti avvii verso quella che pensi sia più o meno la direzione giusta poi, ad un certo punto, ti fermi e chiedi a qualche passante nel tuo incerto grecio di sopravvivenza:

-scusi! per andare dove devo andare... dove dove andare?-

Ecco questa è la citazione perfetta per la città di Atene.
Perché?

Quanta fretta! Le cose migliori sono come il caffè greco . Se te lo bevi in un sorso poi sputi sabbia una giornata intera... quindi pazienza! pazienza!pazienza!

Le cose bisogna prenderle alla larga! E quindi cominciamo miei cari con il delineare i contorni della situazione aggiungendo ulteriori dettagli

In Italia, ma forse anche in tutto nel resto del mondo (chi mai può saperlo?), se cerchi un indirizzo per prima cosa raggiungi il comune giusto poi trovi la via ed infine il numero civico. Arrivato!
Al massimo, se ti trovi in un grande centro urbano l'informazione circa il municipio, pur essendo superflua, ti può aiutare per un primo orientamento.

-Embhé?- direte voi.
-Embhé in Grecia non funziona così- rispondo io!

Dovete sapere piccoli squallidi ignoranti, che i quartieri (o municipi) di Atene, a differenza di quelli italiani per esempio, sono a tutti gli effetti dei veri e propri comuni dotati di tutti i confort e delle struttere amministrative di un quartiere moderno ed efficiente.

Scuole (così così), ospedali (pochini e mal messi, invero) supermercati e, ovviamente, uffici a iosa per interfacciare la macchina burocratica greca con il relativo cittadino greco.

Sindaco, giunta comunale, agenzia delle entrate, l'omologo dell'ufficio INPS etc..
Ce ne sta uno per ogni quartiere.
Purtroppo per noi poveri espatriati non si sono limitati solo a questo miei cari. Il genio Greco ha prodotto quello che può essere definito senza tema di smentita, una situazione unica al mondo:
tenevi forte!

Ogni quartiere fa i nomi delle strade per conto suo!
ooooooooooohhhhhhhhhhh!
Mi pare di vedervi! con lo sguardo deluso...
Lo so, lo so! ci ho messo un po' anche io a capire e quindi ve lo ridico con parole più semplici per venire incontro alle vostre ridotte capacità cerebrali:
-ogni municipio sceglie AUTONOMAMENTE i nomi delle strade-
Ancora niente?
Ok. Per i più lenti facciamo un esempio pratico ( esperienza vissuta ovviamente).

Diciamo che un amico vi invita a casa sue per una cena, una partita, un piagiama party, quello che é:
-dove abiti?-
vi informerete voi e lui risponderà:
-via 28 ottobre 7-.
-Facile! ci vediamo alle 8-
-ok, Ciao a stasera, bacini!-
-Ciao, a stasera, bacini anche a te (i greci di salutano dicendo veramente bacini al telefono...)-
Click.

Alle 7.00pm diligentemente vi metterete per strada per sfatare il mito che gli italiani sono pigri e ritardatari come tutti gli abitanti del mediterraneo e giungerete a destinazione con ben 20 minuti di anticipo.
Cercherete con circospezione il numero civico esatto per poi successivamente recarvi al bar più vicino per far passare i minuti di anticipo sorseggiando una bevanda a piacere.
Ma un momento! sgomento! terrore e costernazione!
Il numero 7 di via 28 ottobre è un palazzo disabitato! panico!
Ricontrollerete la via e scoprirete che è proprio quella giusta!
E allora? il vostro amico è un squatter a suo agio fra i calcinacci e topi? eppure non sembrava proprio... maledetto inglese! non ho capito bene l'indirizzo!

Che fare?

Non avendo altra scelta, ho messo da parte l'orgoglio e ho ritelefonato per chiedere conferma dell'indirizzo al mio amico rassegnandomi perciò a fare la figura dell'incapace.
-Pronto? ciao, seeeenti, io devo essere vicino casa tua ma mi sa che non ho capito bene il civico-
-a cavolo mi dispiace! io mi trovo in via 28 ottobre 7!-
-...-
-...-
Ai confini della realtà o benvenuti su scherzi greci a parte?

-Scusa ma io qui al numero 7 vedo un palazzo disabitato e un po' pericolante, subito a destra c'è una farmacia e a sinistra un ottico che vende occhiali da sole (ovviamente).
-...-
-...-
-Ma in che quartire sei?-
-Che intendi?-
-In che quartiere ti trovi?-
-Ad Atene centro, almeno credo-
-Ma scusa non te l'avevo detto che io vivo ad Agia Paraskevì?-
-ah? no non l'avevo capito... quindi sei fuori Atene?-
-ma no bambinetto mio (i greci dicono veramente bambinetto mio) Agia Parakevì è su Kifiasià a una ventina di minuti da dove ti trovi ora. Dai muoviti che ti aspetto!-
clik.





Ho volutamente lasciato qualche riga vuota da riempire idealmente con imprecazioni varie oppure con puntini di sospensione e smarrimento.

Così, secondo i gusti di chi legge.

Ora non so cosa avreste fatto voi al mio posto, ma so ovviamente cosa ho fatto io: ho richiamato di nuovo il mio amico e facendo la figura del cretino una seconda volta ho chiesto ulteriori spiegazioni su come raggiungere questo fantomatico quartiere con ricco corredo di punti di riferimento non fraintendibili come ristoranti e negozi.

Alla fine, con ben 1 ora di ritardo sono giunto a destinazione.

Spero ora che i più tardi si siano allineati agli altri e tutti abbiate capito:
Ogni, e ripeto ogni, quartiere di Atene ha la sua toponomastica, e quindi tutti i quartieri di Atene hanno, in linea di principio, la loro via 28 Ottobre.
A questo punto credo che sia inutile speculare sulle ragioni di questo non senso ma proverò ugualmente a dare una possibile spiegazione plausibile questa follia.
Siccome gli amici greci sono molto nazionalisti (almeno più di noi), i nomi delle strade devono riguardare personaggi, luoghi o date relative alla storia greca.
E siccome la Grecia, negli ultimi secoli, non è che abbia dato un gran contributo storico i quartieri di Atene sono pieni di "Platone" "Aristotele" "Solone" etc etc.
Sì, certo, sono tutti molto famosi ma, purtroppo, non abbastanza numerosi da corrispondere univocamente ad una strada per tutte le strade di Atene.

Ma un momento! Ecco, l'ho visto, ne sono sicuro! a qualcuno si è accesa una luce negli occhi!
E se una strada è abbastanza lunga da attraversare due o più quartieri, il nome rimane lo stesso?
E la numerazione? Che succede alla numerazione?
Tenetevi forte: può succedere di tutto!
-Caso numero 1:
Se una strada attraversa 3 quartieri, A, B e C, può chiamarsi 28 Ottobre dentro A e C ma via Platone dentro B. La numerazione si azzera ogni volta che inizia un nuovo quartiere.

-Caso numero 2:
Se una strada attraversa due quartieri A e B, il nome può rimanere 28 Ottobre per entrambi, ma avere una numerazione indipendente

-Caso numero 3: (il più folle)
Come nel caso 1 ma la numerazione dei quartieri A e C è consecutiva.

Siete rimasti a bocca aperta? Ma mica abbiamo finito qui!
Supponiamo che vogliate cercare un indirizzo su google maps per andare da un vostro amico che abita a Kallirois 1.

Cercando Kallirois 1 Athens, questo sarà il vostro risultato:


Se invece provate ad inserire nella ricerca Kallirois 1 Kallithea troverete questo:


Stessa strada ma 300-400 metri più lontano.
Questo perché, come detto sopra, entrando in un nuovo quartiere la numerazione si azzera.
Fantastico.

Che dite è finita qui? Orientarsi ad Atene è diventata una missione impossibile? La situazione è diventata ingestibile? beh, miei cari i nostri amici greci hanno evidentemente pensato che così non era abbastanza.
E allora, tanto per gettare nel panico anche i più smart di noi, hanno pensato bene di cambiare nome ad alcune strade e piazze ma di continuare a chiamarli alla vecchia maniera.
Ovviamente per loro non è difficile, ma per gli stranieri?
Non credo francamente che qualcuno si sia mai posto il problema. Ma almeno in questo caso google maps (che Dio lo benedica), se cerchiamo una strada con un nome vecchio ci porta comunque nel posto giusto.
Certo, è strano cercare via Panepistimiou e trovare Eleftheriou Venizelou ma con il tempo ho scoperto che Google è riuscito là dove ognuno di noi avrebbe ragionevolmente fallito: dare un ordine al caos.

E da questa ultima considerazione riprendo l'introduzione formulando quella che al tempo stesso è una risposta ma anche un nuovo, inquietante interrogativo:
Secondo voi è un caso che proprio i greci abbiano costruito un palazzo così intricato di stanze e corridoi da diventare famoso nella storia come il palazzo di Cnosso, meglio noto come "labirinto"?
La leggenda vuole che il re Minosse lo fece costruire dal geniale architetto Dedalo per rinchiudervi il mostro Minotauro mezzo uomo e mezzo toro, ma siccome in ogni leggenda c'è sempre un nocciolo di verità io propendo per una mia personalissima ipotesi:
non è che che lo costruirono per uno scopo particolare, semplicemente non furono capaci di farlo meglio.

lunedì 14 febbraio 2011

Non capisco...

Post molto poco ironico su le cose per me non comprensibili di Atene:

1. La munnezza (meglio conosciuta come immondizia). Ho scoperto che agli ateniesi piace. Non c'è infatti posto qui in città in cui non se ne trovi in abbondanza. Loro buttano tutto per terra senza curarsene, l'importante è non averla in casa, ci sarà qualcuno che pulirà prima o poi. Lo so, noi italiani (specialmente al Sud) non siamo il massimo dell'educazione civica in proposito, ma qui fanno veramente schifo.
2. Lo spreco. Qui c'è la crisi e loro al ristorante ordinano di tutto e lasciano metà di quello che hanno ordinato. Per i nostri cari amici grechi è più educato. Con tutti quegli avanzi sfamerebbero il terzo mondo per anni, ma loro preferiscono sprecare cibo e buttare tutto (almeno qui i cani randagi sono belli pasciuti). Sottolineerei anche il fatto che Atene è piena di mendicanti e che magari quel cibo potrebbero anche mangiarlo loro, ma a voi cari cittadini ateniesi, giustamente, che 've frega'? Tanto quei mendicanti non saranno sicuramente greci...
3. I tossici. Prima di arrivare qui mi era capitato raramente (1/2 volte in tutta la mia vita) di vedere tossici bucarsi con i miei occhi, qui spesso mi capita anche 2-3 volte al giorno, qui si fanno impunemente per strada, persino in strade principali (vedi questo altro mio post), e la polizia non fa niente. Vi piace Atene piena di tossici e munnezza... Che bello! Bravi furbetti!
4. Omonoia, Polizia, Exarchia. Perché la polizia pattuglia i confini di Exarchia e se ne fxxte del macello che c'è ad Omonoia? Io vivo ad Exarchia e vi posso assicurare che è un quartiere tranquillissimo, non fosse che ogni tanto la polizia e gli anarchici si divertano a giocare alla guerra. Ma si! Restate qui a giocare che ci divertiamo! In fondo ad Omonoia che ci andate a fare? È solo piena di spacciatori, tossici, puttane, papponi, ladri, assassini...
5. La musica a tutto volume nei locali. "Che hai detto?""Non ho capito!""Non sento!""Ma qui che ci siamo venuti a fare?""Perché non balla nessuno?" queste le frasi più comuni pronunciate da noi italiani nei locali più "in" della capitale Ellenica. Abbassate sta caxxo di musica, maledetti grechi! Se non ballate neanche se ve lo ordina il dottore e nei locali ci andate solo per chiacchierare, ripeto: perché? Perché? Perché la tenete così alta? Vi piace gridarvi in faccia le cose e metterci 4 ore per farvi capire? Boh?

Per oggi direi che può bastare,
scusate lo sfogo,
alla prossima.

domenica 16 gennaio 2011

Operazione Rombo di Tuono

Dopo che vi ho ammorbato a sufficienza con disquisizioni erudite sul linguaggio e la cultura greca, sento il bisogno di allentare la tensione scrivendo un post non polemico. Passerò quindi ad esaminare un altro aspetto della cultura greca sicuramente di maggior interesse per giovani e giovanissimi: Moto e motorini.

Per fare questo dobbiamo tornare indietro nel tempo di qualche anno.
In quel periodo abitavo, ad Atene, al terzo piano di un palazzo che faceva angolo in un incrocio tra due vie principali di quel quartiere.
Un giorno, a notte fonda, mentre guardavo un programma della tv italiana dal satellite sento un tremolio dei vetri del salotto. Una specie di preludio di terremoto.
Poi piano piano un rombo, credetemi, incredibile (guardate che questi giochi di parole li scrivo di proposito... mica mi vengono a caso!).
Siccome io ho una moto ho riconosciuto subito il rombo di un motore veramente fuori dal comune e quindi, senza affacciarmi dal balcone, ho ascoltato attentamente.
Generalmente un rumore così potente lo fanno moto di cilindrata superiore a mille e a velocità sostenute quindi mi aspettavo di sentir sfumare quel rumore assordante in qualche secondo e invece perdurò per un tempo che sembrò infinito: il tutto nel cuore della notte!
Dopo che il rombo fu sparito iniziai a speculare tra me e me: che tipo di moto era? 1.200CC? 1.300CC? se il rumore era durato così a lungo evidentemente andava molto piano, ma allora perché faceva tutto sto casino?
La notte successiva, più o meno alla stessa ora lo stesso rumore. Ma questa volta svelto mi sono affacciato e ho visto questa cosa qui.

Vi presento, signore e signori, l'honda Astrea 50cc, esemplare di una categoria di motocicli che purtroppo in Italiano non sono nemmeno omologati (chissà come mai!).
Strano oggetto eh? Vi basti sapere che, smarmittato, può fare il rumore di un boing in rullaggio ed andare comunque alla velocità di un cinquantino.

Atene ne è piena!


Vabbhè ripartiamo dall'inizio, ma questa volta procediamo con ordine.
Cominciamo con il dire che la Grecia (del sud) è veramente la patria dei centauri, perché qui la pioggia è proprio rara, ma rara rara. Quindi, se avete un motorino o una moto, qui ve la potrete spassare 9 mesi l'hanno e oltre (oggi qui fanno 16 gradi all'ombra!!!).

Quindi cari lettori, se voi vi trasferiste qui, avreste in breve tempo la necessità impellente di comprare un mezzo a due ruote per muovervi agilmente nel dedalo cittadino (parleremo della fantastica viabilità Ateniese in un altro post).
Non mi fraintendete, i mezzi pubblici funzionano come e forse meglio che in Italia e poi, soprattutto, i taxi costano pochissimo (ce ne sono 17.000 solo ad Atene e conosco diverse persone che vivono da anni senza macchina ne motorino), ma il piacere di farti una passeggiata fino al mare con il tuo mezzo è proprio insostituibile.
Quindi, integrandovi perfettamente nella cultura Greca, dovrete recarvi dal vostro rivenditore di fiducia e acquistare, secondo gusto e disponibilità di pecunia, uno scooter, una moto, un quad oppure papaghi.
Ehehehe, perplessi? Ora vi spiego.
I papaghi sono dei motocicli con cambio manuale ma senza frizione di cui un esemplare è stato protagonista dell'aneddoto di apertura.
Apriamo e chiudiamo subito l'angolo culturale dicendo che la parola "papaghi" in greco significa paperella e serve ad indicare sia questo tipo di motorini che il tasto "chiocciola" del computer.
Apriamo ora l'angolo dedicato agli amanti delle due ruote con una breve carrellata di papaghi.

Quello che vedete qui a destra, ad esempio, è un modello di lusso: L'honda Innova 125cc (cliccate qui per maggiori info).
Spinto da un propulsore che sviluppa circa 10 calli, pesa solo 94 kg ed è estremamente agile nel traffico raggiungendo la velocità massima di 120km (dati del produttore!!!).
Purtroppo dalla figura non si capisce benissimo, ma i pneumatici sono poco più larghi di quelli di una bicicletta. In compenso di consumi sono proprio irrisori: 56 km con un litro. No no, non ho sbagliato a scrivere! 56 km/litro


Ora, per gli amanti del vintage, direttamente dagli anni sessanta, ecco l'Honda cub 50cc. Estremamente agile e parsimonioso nei consumi è stato a lungo best seller negli USA e si è evoluto nel modello Trail 90 venduto ancora oggi. Maggiori informazioni qui









Insomma miei cari, una volta acquistato il vostro mezzo, sarete pronti per il passo successivo.
Una bella corsa verso il mare? Ma noooooooooo.
La vostra prossima fermata è il vostro meccanico di fiducia!
A che fare? Mah insomma proprio non siete greci dentro! La risposta è più che ovvia. Prima di andare da qualunque parte dovrete sostituire la "ordinaria" marmitta che produce un "ordinario" rumore con una capace di fare tutto il rumore che una marmitta greca deve fare!
Ah non lo sapevate? qui in Grecia le marmitte fanno rumore. Molto rumore.

Macchine, moto, motorini. Tutti in Grecia devono avere una marmitta rumorosa. In un certo senso tutto ciò è molto democratico visto che anche un cinquantino può fare rumore come una Ferrari.
Anche il più squattrinato può dotarsi di marmitta capace di attirare l'attenzione di un quartiere sano.

Ah, dimenticavo.
Qualche puntiglioso fa osservare che questa mania di montare le marmitte rumorose è pacchiana e molesta.
Non dategli retta. Deve essere uno dei tristi figuri che, qui in Grecia, di notte non ha niente di meglio da fare che dormire.

sabato 15 gennaio 2011

I greci cel'hanno grosso

Cari Ignoranti della grecità tutta eccomi tornato dopo lunga assenza a raccontarvi le mie disavventure elleniche.

Questa volta niente introduzione, niente giri di parole.

Si va dritti al punto.

I greci ce l'hanno grosso.

Ecco, lo sapevo! non si può scrivere di dimensioni senza passare per maniaci, eppure lo dicono i Greci stessi che se fanno un vanto infinito e ne parlano in ogni occasione buona e non.
No cari ignoranti, non si parla di dotazioni fisiologiche per le arti amatorie (argomento su cui varrebbe la pena che qualcuno scrivesse un post...) ma di ben altro!

Quello Greco è il più ricco (e quindi grande) del mondo.

Di che cosa? di parole ovviamente!

Ve lo sentirete ripetere fino alla nausea anche come intercalare in discorsi che non c'entranonulla, ma proprio nulla.
Tu esclami "Eh al liceo la matematica proprio non mi piaceva!!!"
e qualcuno ti risponde con un sorriso soddisfatto e beffardo: "Lo sai che hai appena pronunciato due parole di origine greca?"

E allora ti verrebbe da rispondere: "Si ma che c'entra?"
Lo so cosa state pensando: sono esagerato.
Quest'argomento nelle mie conversazioni ricorre spesso perché, essendo straniero, stimolo la loro voglia di confrontarsi: 
cosa fai nel tuo paese, quello che mangi, quello che bevi, la città da dove vieni, la storia del tuo paese, che squadra tifi...
Purtroppo però le cose stanno in maniera diversa. La verità è che noi tutti siamo in debito con i Greci perché in un certo momento X della storia il greco veniva parlato dal Mediterraneo occidentale fino al nord dell'India.
Poco importa che i Greci abbiamo preso in prestito le lettere Fenicie per scrivere la loro lingua.

Si, all'inizio le lettere venivano chiamate "lettere Fenicie", ma poi i Fenici sono caduti in disgrazia e comunque nessuno di loro è sopravvissuto fino al giorno d'oggi per guardare i Greci dall'alto in basso per dirgli: "Eh, la vostra lingua usa le nostre lettere!".
Da quel momento in poi le lettere sono state lettere e basta ed ha avuto inizio l'epopea del lessico Greco.
I cristianucci della prima ora, inoltre, hanno poi scritto i loro Vangeli in Greco (dando peraltro adito a diverse dispute interpretative visto che una parola greca può indicare una varietà di concetti astratti).
Il latino infine, anch'esso un derivato da un dialetto greco parlato a Cuma, ha influenzato le lingue europee (dette perciò "Romanze") per un millennio facendo da veicolo alle radici linguistiche grece.

Insomma non c'è niente da fare: siamo in debito con loro perché ci hanno dato le loro parole, rimanendo tenacemente aggrappati al loro fazzoletto di terra montagnosa attraverso i secoli per ricordarcelo di continuo.
Lo so che molti di voi rimarranno interdetti e quindi vi farò un altro esempio.
Quando, mie cari viaggiatori, arriverete all'aereoporto di Atene, se nel frattempo non li avranno tolti, vedrete un bel po' di poster giganti e cartelli che recitano: "20.000 parole straniere hanno origine Greca".
Poi prenderete il taxi per raggiungere la città e leggerete lo stesso cartello 6x4 m che fa bella mostra di se sull'autostrada. A questo punto il tassista vi chiederà per fare conversazione:
"Da dove venite?" ma la risposta non sarà importante perché ovunque sia la vostra casa nell'universo mondo, vi sentirete rispondere che la maggior parte delle parole della vostra lingua hanno origine greca.
Vi ho convinto ora? La verità è che siamo tutti in debito con i greci e dobbiamo pure ringraziarli perché non ci chiedono una tassa sulle parole.
Italiani? voi usate 12.000 parole greche: 100 euro a testa.
Inglesi? voi usate 20.000 parole greche 150 pound a testa.
Vi sembra un paradosso? Eppure ogni tanto, mentre li vedo con lo sguardo perso e sognante, sono sicuro che fantasticano su qualcosa del genere.
E' così nitida questa immagine che mi sembra di vederlo, il Greco, sprofondato placidamente in una poltrona davanti al suo frappettino in una caffetteria.
Ad un certo istante si scuote dal suo torpore, chiama con un gesto il cameriere.
Questi arriva con il conto e i due si scambiano un gesto di sghignazzante intesa:
"Amico, il mio conto lo paga quel turista lì, stammi bene ci vediamo domani!"

domenica 19 settembre 2010

Un post unico almondo

A grande richiesta di pubblico e critica tornano le avventure di Lobo Ottuso in terra d'ellade.

Questo episodio si ambienta sul litorale ateniese in una località che si chiama Voula, e più precisamente a Limni.


Ora, miei cari ignoranti della grecità tutta, dovete sapere che "limni" in greco significa lago e che questo splendido tratto di mare si chiama in questa maniera perché prende il nome da un laghetto naturale di acqua dolce.
Il piccolo "limni", piccolo perché si tratta proprio di un laghettino ino ino, è alimentato da una sorgente climatizzata a 24 gradi ed è in comunicazione con il mare attraverso dei canali inesplorati.
Per via di questo collegamento, quando la marea sale, l'acqua salmastra entra nel lago facendone aumentare il livello. Viceversa, quando la marea scende, l'acqua del lago si riversa nel mare attenuandone per un breve (brevissimo) tratto di costa la naturale salinità.
Risultato: durante le basse maree l'acqua del mare davanti al lago diventa leggermente più calda e dolce.
Volendo essere scientificamente concisi si tratta di un posto dove si verifica l'effetto dei vasi comunicanti tra una sorgente di acqua naturale calda (tiepida) ed il mare.

Ora, io penso che non siete ottusi come il sottoscritto: a leggere queste poche righe ci avete messo più o meno 1 minuto e, soprattutto, la descrizione del posto non vi ha lasciato basiti (F4) e sconcertati.
Descritto in questa maniera sembra essere un posto nemmeno troppo inconsueto per noi italioti che abbiamo sorgenti termali sparse un po' su tutto il territorio nazionale.

Ecco come viene descritto dai grechi Limni...

"Un posto unico al moondoo!!!" (le 4 'o' ci sono veramente tutte).
Pensa: è un lago con l'acqua calda anche di inverno! E' bellissimo con tutte le rocce intorno ed è in comunicazione con il mare e infatti l'acqua del mare è sempre calda e meno salata anche d'inverno!
E un posto unico al moondoo!!!
Pensa: nel lago ci puoi fare il bagno e l'acqua è bellissima e calda e poi c'è una caffetteria bellissima aperta fino a tardi!!!
E' un posto unico al mondo perché l'acqua del mare davanti al lago è sempre calda e dolce!!!
Nooooo! ci devi assolutamente andare: E' un posto unico al moondoo!
Oh, ma te l'ho detto che c'è una caffetteria fantastica? e che l'acqua è calda???
E' un posto unico al moondoo!!!
...
Come nei testi delle canzoni ripete il ritornello per 3 volte, prendere fiato e poi altre tre volte.

Ora dovete sapere, miei cari lettori ignoranti della cultura e della terra greca, che quando sentii parlare di limni per la prima volta, dalle descrizioni degli indigeni, pensavo fosse appunto un posto unico al mondo...
Una mattina, quindi, prendo la mia motina, mi incammino sul litorale, che obbiettivamente proprio a Voula diventa bello (più che bello direi sgombro da case palazzi, ma insomma..), e armato di macchina fotografica mi preparo a fare delle ottime foto tipo "Lobo Ottuso alla scoperta del lago meraviglioso".

Sono arrivato; sono sceso dalla moto e mi sono guardato attorno... e ho capito.

Ho capito, dopo aver visto con i miei occhi italiani Limni, che a noi poveri stranieri ci è precluso tutto un mondo di meraviglie e incanti che solo i nativi possono cogliere e godere.

Ho imparato, miei cari, che spendere soldi per viaggiare se e giù per questo sassolino a spasso nell'universo è inutile perché tutto quello che possiamo desiderate, tutto quello che potremmo sperare di ammirare, tutto quello che potremmo sperare di godere nella vostra sordida vita... è qui tra il mar Egeo ed il mar Ionio.

Però non lo possiamo vedere.

Ci sforziamo, striziamo gli occhi, spalanchiamo la bocca in segno di stupefatta ammirazione

e...

No non ci riusciamo.

Un laghetto a noi ci sembra sempre, solo, un laghetto...

Mi ricordo che quella volta che andai a Limni, tornai a casa e incontrai un amico nativo.
Gli dissi dove ero stato e lui con un guardo lucido ed estatico mi chiese:
'Ti è piaciuto?'

Ci fu attimo di pausa.

Presi fiato e poi dissi: 'Dio mio che posto fantastico... è un posto unico al mondo!'

Ovviamente allora la mia esperienza greca era solo agli inizi. Oggi per esempio so che la Grecia è piena di "posti unici al mondo".

Lo sapevate per esempio che in Grecia c'è un isola con un vulcano spento di cui è rimasta solo la caldera che è un posto unico al mondo?

Lo sapevate che ad Atene esiste uno stadio (il panatinaico) che è "l'unico al mondo" ad essere costruito interamente in marmo? (no il colosseo non è tutto marmo. C'è anche la muratura e poi non è uno stadio ma un anfiteatro: ignoranti italiani!).

Lo sapevate che in Grecia ci sono dei monasteri "unici al mondo" arroccati su dei torrioni naturali di roccia?

Lo sapevate che in Grecia ci sono delle isole "uniche al mondo" come Lefkada dove la sabbia è bianchissima?

Lo sapevate che Creta è l'isola "più grande" del mediterraneo?

Lo sapevate che Atene è la città europea con più locali ?

Lo sapevate che Atene è l'unica città che unisce perfettamente le migliori caratteristiche del nord e dell'est Europa?

Lo sapevate la cucina greca è la migliore al mondo? (buoni... state buoni...)

Lo sapevate che la cultura greca è la più ricca del mondo?

Lo sapevate che insieme al cinese, il greco è l'unica lingua antica ancora oggi parlata?

Lo sapevate... ma insomma! Non lo sapevate?

Sapevatelo!

sabato 11 settembre 2010

Il Gesto

Caro Lobo, ci ho pensato bene ed ho capito che cosa vogliono dire gli amati greci con quel loro tipico gesto "degli occhi rivolti all'insù", da te brillantemente descritto; con quella mossa furtiva del cranio, guardando in alto, si rivolgono a Dio sottintendendo:
"Grazie oh Mio Signore che mi dai la forza di alzare gli occhi al cielo e fa, ti supplico, che questo tipo che ho di fronte capisca che io no ho, non ho mai avuto e non avrò più niente da dirgli per il resto dei miei giorni, fa che lui comprenda che è inutile che continui a parlarmi e che vada via subito perché non ho tempo da perdere con uno che in più credo che non sia greco, dato che fa domande inutili e senza senso. Fa che lui si renda al più presto conto che io non voglio avere niente a che fare con genti straniere e quindi strane, così strane da parlare lingue incomprensibili ai più ed esprimersi con curiosi gesti, come ad esempio quello con cui ti manda a faxxxlo per ringraziarti e quell'altro in cui muove la testa in modo inconsulto per dire "no" ... italiano, mafia, mperlusconi, vafxxxxlo, ecc. ecc. ... Grazie oh Mio Signore, grazie, se esaudirai al più presto questa mia umile preghiera."

Tutto con una sola abile mossa! Stanno troppo avanti!

E purtroppo devo confessarti, mio caro Lobo Ottuso, che io sono d'accordo con loro, con i grechi: è solo un nostro grave problema se non li capiamo, se non afferiamo al volo il denso significato che racchiude quel sublime movimento furtivo del cranio ...
Come direbbe il grande Stanis:"Siamo troppo, troppo Italiani!"
Maledizione!

P.S.: "mp" in Greco si pronuncia "b", "chi" in Spagnolo si pronuncia "ci".
P.P.S.: la "b" minuscola in "mperlusconi" non è un refuso.

lunedì 30 agosto 2010

La scheda telefonica

Lobo ottuso mi aveva avvertito:"Attento che i greci non ti danno le informazioni essenziali ...", questa affermazione mi sembrava troppo strana, non volevo credergli, ma dopo la prima settimana ad Atene ho dovuto subito cambiare opinione.
Infatti dovevo comprare una scheda greca per il cellulare e la cosa non è stata per niente facile: innanzitutto non riuscivo mai a trovare il negozio aperto, va bene che mi sveglio tardi ed esco di casa verso le quattro, ma voi qui in Grecia che caspita di orari fate? Boh? Ancora non l'ho capito ...
Comunque un giorno, evidentemente doveva essere un evento speciale, sono stato fortunato e, anche se era sempre pomeriggio (lo so quella di svegliarsi tardi è proprio una brutta abitudine), il negozio era aperto: finalmente entro, faccio educatamente la fila, compro dalla commessa greca una scheda, lei non mi dice niente di particolare, esco e torno a casa.
Arrivato a casa, metto la scheda nel telefonino, ma niente, quando provo a chiamare e a ricaricare non funziona; chiedo a Jimmy, un ragazzo americano che abitava con me in quei giorni, e lui mi dice che avrei dovuto registrala mostrando un documento al momento dell'acquisto, penso:"Ma comprando la scheda ho chiesto anche quanti soldi ci fossero dentro e, avendo parlato tutto il tempo in inglese, la commessa deve per forza aver capito che sono straniero e che probabilmente stavo comprando la mia prima scheda greca", quindi gli rispondo:"Are you sure Jim? She didn't say a thing about that ...", ma Jimmy era sicuro ed aveva pure ragione ... Sono dovuto tornare al negozio e farmi altre due file, una per sapere come registrarla e l'altra per registrarla ...
Come volevasi dimostrare e proprio come aveva detto Lobo:"... i greci (la "simpatica" commessa in questo caso) non ti danno le informazioni essenziali ...". Ma "cara" commessa greca, non l'hai proprio capito che sono straniero e che non sapevo che dovevo registrare la scheda e che quindi dovevi dirmelo tu? O me l'hai fatto apposta? Boh? Lobo, tu che credi?
Risultato: una settimana per trovare il negozio aperto ed un pomeriggio perso per comprare una scheda del cavolo ... Grazie dell'aiuto, cara, simpatica, gentile commessa greca ...