sabato 15 gennaio 2011

I greci cel'hanno grosso

Cari Ignoranti della grecità tutta eccomi tornato dopo lunga assenza a raccontarvi le mie disavventure elleniche.

Questa volta niente introduzione, niente giri di parole.

Si va dritti al punto.

I greci ce l'hanno grosso.

Ecco, lo sapevo! non si può scrivere di dimensioni senza passare per maniaci, eppure lo dicono i Greci stessi che se fanno un vanto infinito e ne parlano in ogni occasione buona e non.
No cari ignoranti, non si parla di dotazioni fisiologiche per le arti amatorie (argomento su cui varrebbe la pena che qualcuno scrivesse un post...) ma di ben altro!

Quello Greco è il più ricco (e quindi grande) del mondo.

Di che cosa? di parole ovviamente!

Ve lo sentirete ripetere fino alla nausea anche come intercalare in discorsi che non c'entranonulla, ma proprio nulla.
Tu esclami "Eh al liceo la matematica proprio non mi piaceva!!!"
e qualcuno ti risponde con un sorriso soddisfatto e beffardo: "Lo sai che hai appena pronunciato due parole di origine greca?"

E allora ti verrebbe da rispondere: "Si ma che c'entra?"
Lo so cosa state pensando: sono esagerato.
Quest'argomento nelle mie conversazioni ricorre spesso perché, essendo straniero, stimolo la loro voglia di confrontarsi: 
cosa fai nel tuo paese, quello che mangi, quello che bevi, la città da dove vieni, la storia del tuo paese, che squadra tifi...
Purtroppo però le cose stanno in maniera diversa. La verità è che noi tutti siamo in debito con i Greci perché in un certo momento X della storia il greco veniva parlato dal Mediterraneo occidentale fino al nord dell'India.
Poco importa che i Greci abbiamo preso in prestito le lettere Fenicie per scrivere la loro lingua.

Si, all'inizio le lettere venivano chiamate "lettere Fenicie", ma poi i Fenici sono caduti in disgrazia e comunque nessuno di loro è sopravvissuto fino al giorno d'oggi per guardare i Greci dall'alto in basso per dirgli: "Eh, la vostra lingua usa le nostre lettere!".
Da quel momento in poi le lettere sono state lettere e basta ed ha avuto inizio l'epopea del lessico Greco.
I cristianucci della prima ora, inoltre, hanno poi scritto i loro Vangeli in Greco (dando peraltro adito a diverse dispute interpretative visto che una parola greca può indicare una varietà di concetti astratti).
Il latino infine, anch'esso un derivato da un dialetto greco parlato a Cuma, ha influenzato le lingue europee (dette perciò "Romanze") per un millennio facendo da veicolo alle radici linguistiche grece.

Insomma non c'è niente da fare: siamo in debito con loro perché ci hanno dato le loro parole, rimanendo tenacemente aggrappati al loro fazzoletto di terra montagnosa attraverso i secoli per ricordarcelo di continuo.
Lo so che molti di voi rimarranno interdetti e quindi vi farò un altro esempio.
Quando, mie cari viaggiatori, arriverete all'aereoporto di Atene, se nel frattempo non li avranno tolti, vedrete un bel po' di poster giganti e cartelli che recitano: "20.000 parole straniere hanno origine Greca".
Poi prenderete il taxi per raggiungere la città e leggerete lo stesso cartello 6x4 m che fa bella mostra di se sull'autostrada. A questo punto il tassista vi chiederà per fare conversazione:
"Da dove venite?" ma la risposta non sarà importante perché ovunque sia la vostra casa nell'universo mondo, vi sentirete rispondere che la maggior parte delle parole della vostra lingua hanno origine greca.
Vi ho convinto ora? La verità è che siamo tutti in debito con i greci e dobbiamo pure ringraziarli perché non ci chiedono una tassa sulle parole.
Italiani? voi usate 12.000 parole greche: 100 euro a testa.
Inglesi? voi usate 20.000 parole greche 150 pound a testa.
Vi sembra un paradosso? Eppure ogni tanto, mentre li vedo con lo sguardo perso e sognante, sono sicuro che fantasticano su qualcosa del genere.
E' così nitida questa immagine che mi sembra di vederlo, il Greco, sprofondato placidamente in una poltrona davanti al suo frappettino in una caffetteria.
Ad un certo istante si scuote dal suo torpore, chiama con un gesto il cameriere.
Questi arriva con il conto e i due si scambiano un gesto di sghignazzante intesa:
"Amico, il mio conto lo paga quel turista lì, stammi bene ci vediamo domani!"

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