lunedì 2 maggio 2011

Quartiere che vai strada che trovi

Cari Amici della grecità tutta un bentornato a tutti voi.

Devo dire che mi era mancato questo blog perché di cose da dire ce ne sono ancora tante e tante tante e tante...
Ma il tempo è tiranno e quindi sono costretto a centellinare queste perle di esperienza di vita quotidiana poco alla volta.
Già mi immagino un giorno, quando sarò vecchio e sdentato, i miei nipotini mi chiederanno:
-Nonno! ma è proprio tutto vero???
E io rispoderò con aria sacerdotale : -ebbeeeeneeee si cari figliuoliiii...-

Ma procediamo oltre!

Oggi, signore e signori iniziamo con un bel quiz sulla storia Greca: qual'è la costruzione Greca che simboleggia la civiltà Minoica?
La risposta a pagina 46.
Acc.. non ci sono pagine in un blog!
Facciamo così alla fine di questo post troverete la risposta, ma mi dispiace per gli ignoranti: rideranno a scoppio ritardato.

Oggi parleremo miei cari di viabilità, il ché, ovviamente, va da sé! (non resisto ai giochi di parole stupidi...)
Nel post precedente si parlava di un mezzo per muoversi nella città e quindi ora è il caso di approfondire tutto quello che riguarda una destinazione: che ci fai con un mezzo di locomozione se non sai dove andare e soprattutto come arrivarci?

In effetti, se ci pensate bene, la prima cosa che viene spontanea fare, dopo essersi trasferiti in una nuova città, è proprio dedicarsi alla sua esplorazione.
Non è solo una questione di curiosità o di spirito d'avventura, ma è anche una necessità pratica, perché può risultare determinante trovare l'orientamento nel caso si debba affrontare una qualunque urgenza.

Nel mio caso, lo ricordo chiaramente, non mi sono preoccupato molto della toponomastica Ateniese. Mi sono messo semplicemente ad andare su e giù con la mia motina alla scoperta di quartieri, parchi, negozi, spiagge, caffetterie, centri commerciali etc etc...

Insomma, all'inizio sono state tutte rose e fiori, ma alla fine viene il giorno in cui ti serve di andare in un posto preciso.
Che fare allora?
Ti procuri un tuttocittà locale? ho provato, ma pare che non ce ne siano.
O meglio, ci sono ma costano svariati soldi perché non li portano a casa gratis con l'elenco del telefono (a proposito non portano nemmeno l'elenco del telefono, ma questa è un'altra storia)
ed infatti li vendono in libreria o nei peripteri più lussuosi.
Ah dimenticavo, gli stradari ovviamente sono in greco... perché mai dovrebbe essere in una lingua straniera?.

Insomma vista la situazione che fai? cerchi di aiutarti come puoi. Ti avvii verso quella che pensi sia più o meno la direzione giusta poi, ad un certo punto, ti fermi e chiedi a qualche passante nel tuo incerto grecio di sopravvivenza:

-scusi! per andare dove devo andare... dove dove andare?-

Ecco questa è la citazione perfetta per la città di Atene.
Perché?

Quanta fretta! Le cose migliori sono come il caffè greco . Se te lo bevi in un sorso poi sputi sabbia una giornata intera... quindi pazienza! pazienza!pazienza!

Le cose bisogna prenderle alla larga! E quindi cominciamo miei cari con il delineare i contorni della situazione aggiungendo ulteriori dettagli

In Italia, ma forse anche in tutto nel resto del mondo (chi mai può saperlo?), se cerchi un indirizzo per prima cosa raggiungi il comune giusto poi trovi la via ed infine il numero civico. Arrivato!
Al massimo, se ti trovi in un grande centro urbano l'informazione circa il municipio, pur essendo superflua, ti può aiutare per un primo orientamento.

-Embhé?- direte voi.
-Embhé in Grecia non funziona così- rispondo io!

Dovete sapere piccoli squallidi ignoranti, che i quartieri (o municipi) di Atene, a differenza di quelli italiani per esempio, sono a tutti gli effetti dei veri e propri comuni dotati di tutti i confort e delle struttere amministrative di un quartiere moderno ed efficiente.

Scuole (così così), ospedali (pochini e mal messi, invero) supermercati e, ovviamente, uffici a iosa per interfacciare la macchina burocratica greca con il relativo cittadino greco.

Sindaco, giunta comunale, agenzia delle entrate, l'omologo dell'ufficio INPS etc..
Ce ne sta uno per ogni quartiere.
Purtroppo per noi poveri espatriati non si sono limitati solo a questo miei cari. Il genio Greco ha prodotto quello che può essere definito senza tema di smentita, una situazione unica al mondo:
tenevi forte!

Ogni quartiere fa i nomi delle strade per conto suo!
ooooooooooohhhhhhhhhhh!
Mi pare di vedervi! con lo sguardo deluso...
Lo so, lo so! ci ho messo un po' anche io a capire e quindi ve lo ridico con parole più semplici per venire incontro alle vostre ridotte capacità cerebrali:
-ogni municipio sceglie AUTONOMAMENTE i nomi delle strade-
Ancora niente?
Ok. Per i più lenti facciamo un esempio pratico ( esperienza vissuta ovviamente).

Diciamo che un amico vi invita a casa sue per una cena, una partita, un piagiama party, quello che é:
-dove abiti?-
vi informerete voi e lui risponderà:
-via 28 ottobre 7-.
-Facile! ci vediamo alle 8-
-ok, Ciao a stasera, bacini!-
-Ciao, a stasera, bacini anche a te (i greci di salutano dicendo veramente bacini al telefono...)-
Click.

Alle 7.00pm diligentemente vi metterete per strada per sfatare il mito che gli italiani sono pigri e ritardatari come tutti gli abitanti del mediterraneo e giungerete a destinazione con ben 20 minuti di anticipo.
Cercherete con circospezione il numero civico esatto per poi successivamente recarvi al bar più vicino per far passare i minuti di anticipo sorseggiando una bevanda a piacere.
Ma un momento! sgomento! terrore e costernazione!
Il numero 7 di via 28 ottobre è un palazzo disabitato! panico!
Ricontrollerete la via e scoprirete che è proprio quella giusta!
E allora? il vostro amico è un squatter a suo agio fra i calcinacci e topi? eppure non sembrava proprio... maledetto inglese! non ho capito bene l'indirizzo!

Che fare?

Non avendo altra scelta, ho messo da parte l'orgoglio e ho ritelefonato per chiedere conferma dell'indirizzo al mio amico rassegnandomi perciò a fare la figura dell'incapace.
-Pronto? ciao, seeeenti, io devo essere vicino casa tua ma mi sa che non ho capito bene il civico-
-a cavolo mi dispiace! io mi trovo in via 28 ottobre 7!-
-...-
-...-
Ai confini della realtà o benvenuti su scherzi greci a parte?

-Scusa ma io qui al numero 7 vedo un palazzo disabitato e un po' pericolante, subito a destra c'è una farmacia e a sinistra un ottico che vende occhiali da sole (ovviamente).
-...-
-...-
-Ma in che quartire sei?-
-Che intendi?-
-In che quartiere ti trovi?-
-Ad Atene centro, almeno credo-
-Ma scusa non te l'avevo detto che io vivo ad Agia Paraskevì?-
-ah? no non l'avevo capito... quindi sei fuori Atene?-
-ma no bambinetto mio (i greci dicono veramente bambinetto mio) Agia Parakevì è su Kifiasià a una ventina di minuti da dove ti trovi ora. Dai muoviti che ti aspetto!-
clik.





Ho volutamente lasciato qualche riga vuota da riempire idealmente con imprecazioni varie oppure con puntini di sospensione e smarrimento.

Così, secondo i gusti di chi legge.

Ora non so cosa avreste fatto voi al mio posto, ma so ovviamente cosa ho fatto io: ho richiamato di nuovo il mio amico e facendo la figura del cretino una seconda volta ho chiesto ulteriori spiegazioni su come raggiungere questo fantomatico quartiere con ricco corredo di punti di riferimento non fraintendibili come ristoranti e negozi.

Alla fine, con ben 1 ora di ritardo sono giunto a destinazione.

Spero ora che i più tardi si siano allineati agli altri e tutti abbiate capito:
Ogni, e ripeto ogni, quartiere di Atene ha la sua toponomastica, e quindi tutti i quartieri di Atene hanno, in linea di principio, la loro via 28 Ottobre.
A questo punto credo che sia inutile speculare sulle ragioni di questo non senso ma proverò ugualmente a dare una possibile spiegazione plausibile questa follia.
Siccome gli amici greci sono molto nazionalisti (almeno più di noi), i nomi delle strade devono riguardare personaggi, luoghi o date relative alla storia greca.
E siccome la Grecia, negli ultimi secoli, non è che abbia dato un gran contributo storico i quartieri di Atene sono pieni di "Platone" "Aristotele" "Solone" etc etc.
Sì, certo, sono tutti molto famosi ma, purtroppo, non abbastanza numerosi da corrispondere univocamente ad una strada per tutte le strade di Atene.

Ma un momento! Ecco, l'ho visto, ne sono sicuro! a qualcuno si è accesa una luce negli occhi!
E se una strada è abbastanza lunga da attraversare due o più quartieri, il nome rimane lo stesso?
E la numerazione? Che succede alla numerazione?
Tenetevi forte: può succedere di tutto!
-Caso numero 1:
Se una strada attraversa 3 quartieri, A, B e C, può chiamarsi 28 Ottobre dentro A e C ma via Platone dentro B. La numerazione si azzera ogni volta che inizia un nuovo quartiere.

-Caso numero 2:
Se una strada attraversa due quartieri A e B, il nome può rimanere 28 Ottobre per entrambi, ma avere una numerazione indipendente

-Caso numero 3: (il più folle)
Come nel caso 1 ma la numerazione dei quartieri A e C è consecutiva.

Siete rimasti a bocca aperta? Ma mica abbiamo finito qui!
Supponiamo che vogliate cercare un indirizzo su google maps per andare da un vostro amico che abita a Kallirois 1.

Cercando Kallirois 1 Athens, questo sarà il vostro risultato:


Se invece provate ad inserire nella ricerca Kallirois 1 Kallithea troverete questo:


Stessa strada ma 300-400 metri più lontano.
Questo perché, come detto sopra, entrando in un nuovo quartiere la numerazione si azzera.
Fantastico.

Che dite è finita qui? Orientarsi ad Atene è diventata una missione impossibile? La situazione è diventata ingestibile? beh, miei cari i nostri amici greci hanno evidentemente pensato che così non era abbastanza.
E allora, tanto per gettare nel panico anche i più smart di noi, hanno pensato bene di cambiare nome ad alcune strade e piazze ma di continuare a chiamarli alla vecchia maniera.
Ovviamente per loro non è difficile, ma per gli stranieri?
Non credo francamente che qualcuno si sia mai posto il problema. Ma almeno in questo caso google maps (che Dio lo benedica), se cerchiamo una strada con un nome vecchio ci porta comunque nel posto giusto.
Certo, è strano cercare via Panepistimiou e trovare Eleftheriou Venizelou ma con il tempo ho scoperto che Google è riuscito là dove ognuno di noi avrebbe ragionevolmente fallito: dare un ordine al caos.

E da questa ultima considerazione riprendo l'introduzione formulando quella che al tempo stesso è una risposta ma anche un nuovo, inquietante interrogativo:
Secondo voi è un caso che proprio i greci abbiano costruito un palazzo così intricato di stanze e corridoi da diventare famoso nella storia come il palazzo di Cnosso, meglio noto come "labirinto"?
La leggenda vuole che il re Minosse lo fece costruire dal geniale architetto Dedalo per rinchiudervi il mostro Minotauro mezzo uomo e mezzo toro, ma siccome in ogni leggenda c'è sempre un nocciolo di verità io propendo per una mia personalissima ipotesi:
non è che che lo costruirono per uno scopo particolare, semplicemente non furono capaci di farlo meglio.

2 commenti:

  1. In risposta al tuo vorrei rispondere con un vecchio post di un mio caro amico (S.) sulle particolarità della viabilità romana che, per chi non ha mai dovuto orientarsi nell'incubo Ateniese, è comunque di non facile comprensione:

    Sette Consigli per sette Consolari

    Sono ormai vent’anni che guido contro la rete stradale del Comune di Roma e mi sento in dovere di trasferire la mia conoscenza a chi ancora non conosce i segreti della circolazione offerti da questa magnifica monumentale città imperiale eterna. Le singolarità che sto per elencare sono il risultato di una brillante attività di progettazione svolta dal Professionismo di strada, di concerto con la mente illuminata degli Accessori alla mobilità e del radioso Consiglio Consolare. Dunque:

    - La svolta a sinistra è una concessione del Comune di Roma. Un omaggio che gli addetti ai lavori hanno dislocato nelle due zone estreme della città: nord e nord-est.

    - Ogni ponte sul Fiume Tevere ha un senso di marcia, di regola concorde con il precedente. Il passaggio cis/trans può essere effettuato una sola volta e l’eventuale necessità di rientro viene soddisfatta in zona Fiumicino.

    - Le strade consolari, ad impianto radiale, eludono la funzione dell’ente geometrico che ne ispira il tracciato con un astuto sistema di obbligo di svolta a destra (!). Il banale tragitto rettilineo, il raggio, come percorso più breve tra centro e periferia, viene così sostituito da un più funzionale andamento a scarabocchio, spesso attivato in prossimità del centro.

    - Le strade locali e di quartiere, al pari di quelle a scorrimento, hanno la possibilità di dividere in due la circolazione del traffico urbano. La spartizione dell’intero parco macchine, comunemente detta canalizzazione, viene resa possibile grazie ad un cordolo in cemento armato di altezza 40 cm. Tale cordolo, selezionando le correnti di traffico, toglie ogni possibilità di abbandono della corsia di marcia scelta al momento dell’accensione del motore. Si evitano, in tal modo, ripensamenti impulsivi da ultimo minuto e variazioni estemporanee al percorso prestabilito. In presenza di un cordolo, la svolta a destra (!) deve essere decisa un’ora prima dell’inizio del viaggio. I vantaggi del cordolo in cemento armato sono ben testimoniati da tutti gli utenti delle due ruote.

    - I parcheggi a raso, a servizio di centri commerciali, cinema, banche e scuole, sono costituiti da ciglio in travertino o cordolo in cemento armato, altezza 40 cm, con impianto a labirinto. Il posto auto solitamente dista, in linea d’aria, pochi metri dall’accesso al parcheggio e richiede un percorso di pochi chilometri per raggiungerlo. L’uscita dal parcheggio viene effettuata a ritroso con percorso di pari lunghezza, suscettibile ad aumento di pochi punti percentuali solamente se prevista svolta a destra (!).

    - Il Comune di Roma ha provveduto alla completa eliminazione delle discontinuità presenti nelle isole spartitraffico, i cosiddetti -ritorni-, troppo spesso sfruttati dall’inversione ad U o da illegittima svolta a sinistra, mediante posa in opera di barriere di tipo -new jersey- o cordolo in cemento armato, altezza 40 cm. In questo modo il traffico viene ordinatamente convogliato in punti prestabiliti dal Consiglio Consolare ed ivi definitivamente posto a ricovero.

    - Quest’anno, Lungotevere, potati cinquanta platani.

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  2. Caro Gianni,

    Dall'alto della mia esperienza Ellenica, ma anche dall'alto della mie esperienza pluriennale nella capitale ti posso dire che 2000 anni di storia giustificano ampiamente le storture nella gestione del traffico che tu puntalmente identifichi senza pietà. Meno comprensibile ai miei italici occhi il "bordello" ateniese creato a regola d'arte in poco più di un cinquantennio.

    Ci tengo poi a precisare che le tue osservazioni prescindono da un pur vero dato di fatto. In italia le regole della strada sono un riflesso implicito della lotta di classe che, sottotraccia nel più dei casi, si pensava ormai relegata agli anni 70.
    In altre parole le tue osservazioni sul traffico romano sono affette da un partigiano senso di appartenza alla pur vasta cerchia dei "morti de' fame".

    Pensa a quale e quanta influenza eserciterebbe sul tuo stile di guida far parte della crem de la crem dell'elite romana!


    - Cordoli alti 40? mastica! con il Porche Cayenne non sono un problema
    - Sensi vietati? mastica con l'amico di tuo padre alla municipale se pure t'arrivano le multe << ti ci soffi il naso 'che risparmi un clinex >> (citazione colta da cinefilo)
    - Aree pedonali? Pedonale... questa parola non è un problema visto che nella scuola privata che avresti frequentato non te l'avrebbero insegnata insieme a tutto il resto!

    Lo so questi sono argomenti scomodi nella Roma di oggi, in cui il cafone ignorante va in giro tronfio della propria volgarità non farebbero presa e probabilmente io stesso verrei accusato oltraggiosamente di invidia sociale.. ma un fatto rimane:
    Roma è 1000 volte meglio di Atene.
    Se invece parliamo della qualitò della vita eh allora Atene batte Roma 6-0
    Amen

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