domenica 16 gennaio 2011

Operazione Rombo di Tuono

Dopo che vi ho ammorbato a sufficienza con disquisizioni erudite sul linguaggio e la cultura greca, sento il bisogno di allentare la tensione scrivendo un post non polemico. Passerò quindi ad esaminare un altro aspetto della cultura greca sicuramente di maggior interesse per giovani e giovanissimi: Moto e motorini.

Per fare questo dobbiamo tornare indietro nel tempo di qualche anno.
In quel periodo abitavo, ad Atene, al terzo piano di un palazzo che faceva angolo in un incrocio tra due vie principali di quel quartiere.
Un giorno, a notte fonda, mentre guardavo un programma della tv italiana dal satellite sento un tremolio dei vetri del salotto. Una specie di preludio di terremoto.
Poi piano piano un rombo, credetemi, incredibile (guardate che questi giochi di parole li scrivo di proposito... mica mi vengono a caso!).
Siccome io ho una moto ho riconosciuto subito il rombo di un motore veramente fuori dal comune e quindi, senza affacciarmi dal balcone, ho ascoltato attentamente.
Generalmente un rumore così potente lo fanno moto di cilindrata superiore a mille e a velocità sostenute quindi mi aspettavo di sentir sfumare quel rumore assordante in qualche secondo e invece perdurò per un tempo che sembrò infinito: il tutto nel cuore della notte!
Dopo che il rombo fu sparito iniziai a speculare tra me e me: che tipo di moto era? 1.200CC? 1.300CC? se il rumore era durato così a lungo evidentemente andava molto piano, ma allora perché faceva tutto sto casino?
La notte successiva, più o meno alla stessa ora lo stesso rumore. Ma questa volta svelto mi sono affacciato e ho visto questa cosa qui.

Vi presento, signore e signori, l'honda Astrea 50cc, esemplare di una categoria di motocicli che purtroppo in Italiano non sono nemmeno omologati (chissà come mai!).
Strano oggetto eh? Vi basti sapere che, smarmittato, può fare il rumore di un boing in rullaggio ed andare comunque alla velocità di un cinquantino.

Atene ne è piena!


Vabbhè ripartiamo dall'inizio, ma questa volta procediamo con ordine.
Cominciamo con il dire che la Grecia (del sud) è veramente la patria dei centauri, perché qui la pioggia è proprio rara, ma rara rara. Quindi, se avete un motorino o una moto, qui ve la potrete spassare 9 mesi l'hanno e oltre (oggi qui fanno 16 gradi all'ombra!!!).

Quindi cari lettori, se voi vi trasferiste qui, avreste in breve tempo la necessità impellente di comprare un mezzo a due ruote per muovervi agilmente nel dedalo cittadino (parleremo della fantastica viabilità Ateniese in un altro post).
Non mi fraintendete, i mezzi pubblici funzionano come e forse meglio che in Italia e poi, soprattutto, i taxi costano pochissimo (ce ne sono 17.000 solo ad Atene e conosco diverse persone che vivono da anni senza macchina ne motorino), ma il piacere di farti una passeggiata fino al mare con il tuo mezzo è proprio insostituibile.
Quindi, integrandovi perfettamente nella cultura Greca, dovrete recarvi dal vostro rivenditore di fiducia e acquistare, secondo gusto e disponibilità di pecunia, uno scooter, una moto, un quad oppure papaghi.
Ehehehe, perplessi? Ora vi spiego.
I papaghi sono dei motocicli con cambio manuale ma senza frizione di cui un esemplare è stato protagonista dell'aneddoto di apertura.
Apriamo e chiudiamo subito l'angolo culturale dicendo che la parola "papaghi" in greco significa paperella e serve ad indicare sia questo tipo di motorini che il tasto "chiocciola" del computer.
Apriamo ora l'angolo dedicato agli amanti delle due ruote con una breve carrellata di papaghi.

Quello che vedete qui a destra, ad esempio, è un modello di lusso: L'honda Innova 125cc (cliccate qui per maggiori info).
Spinto da un propulsore che sviluppa circa 10 calli, pesa solo 94 kg ed è estremamente agile nel traffico raggiungendo la velocità massima di 120km (dati del produttore!!!).
Purtroppo dalla figura non si capisce benissimo, ma i pneumatici sono poco più larghi di quelli di una bicicletta. In compenso di consumi sono proprio irrisori: 56 km con un litro. No no, non ho sbagliato a scrivere! 56 km/litro


Ora, per gli amanti del vintage, direttamente dagli anni sessanta, ecco l'Honda cub 50cc. Estremamente agile e parsimonioso nei consumi è stato a lungo best seller negli USA e si è evoluto nel modello Trail 90 venduto ancora oggi. Maggiori informazioni qui









Insomma miei cari, una volta acquistato il vostro mezzo, sarete pronti per il passo successivo.
Una bella corsa verso il mare? Ma noooooooooo.
La vostra prossima fermata è il vostro meccanico di fiducia!
A che fare? Mah insomma proprio non siete greci dentro! La risposta è più che ovvia. Prima di andare da qualunque parte dovrete sostituire la "ordinaria" marmitta che produce un "ordinario" rumore con una capace di fare tutto il rumore che una marmitta greca deve fare!
Ah non lo sapevate? qui in Grecia le marmitte fanno rumore. Molto rumore.

Macchine, moto, motorini. Tutti in Grecia devono avere una marmitta rumorosa. In un certo senso tutto ciò è molto democratico visto che anche un cinquantino può fare rumore come una Ferrari.
Anche il più squattrinato può dotarsi di marmitta capace di attirare l'attenzione di un quartiere sano.

Ah, dimenticavo.
Qualche puntiglioso fa osservare che questa mania di montare le marmitte rumorose è pacchiana e molesta.
Non dategli retta. Deve essere uno dei tristi figuri che, qui in Grecia, di notte non ha niente di meglio da fare che dormire.

sabato 15 gennaio 2011

I greci cel'hanno grosso

Cari Ignoranti della grecità tutta eccomi tornato dopo lunga assenza a raccontarvi le mie disavventure elleniche.

Questa volta niente introduzione, niente giri di parole.

Si va dritti al punto.

I greci ce l'hanno grosso.

Ecco, lo sapevo! non si può scrivere di dimensioni senza passare per maniaci, eppure lo dicono i Greci stessi che se fanno un vanto infinito e ne parlano in ogni occasione buona e non.
No cari ignoranti, non si parla di dotazioni fisiologiche per le arti amatorie (argomento su cui varrebbe la pena che qualcuno scrivesse un post...) ma di ben altro!

Quello Greco è il più ricco (e quindi grande) del mondo.

Di che cosa? di parole ovviamente!

Ve lo sentirete ripetere fino alla nausea anche come intercalare in discorsi che non c'entranonulla, ma proprio nulla.
Tu esclami "Eh al liceo la matematica proprio non mi piaceva!!!"
e qualcuno ti risponde con un sorriso soddisfatto e beffardo: "Lo sai che hai appena pronunciato due parole di origine greca?"

E allora ti verrebbe da rispondere: "Si ma che c'entra?"
Lo so cosa state pensando: sono esagerato.
Quest'argomento nelle mie conversazioni ricorre spesso perché, essendo straniero, stimolo la loro voglia di confrontarsi: 
cosa fai nel tuo paese, quello che mangi, quello che bevi, la città da dove vieni, la storia del tuo paese, che squadra tifi...
Purtroppo però le cose stanno in maniera diversa. La verità è che noi tutti siamo in debito con i Greci perché in un certo momento X della storia il greco veniva parlato dal Mediterraneo occidentale fino al nord dell'India.
Poco importa che i Greci abbiamo preso in prestito le lettere Fenicie per scrivere la loro lingua.

Si, all'inizio le lettere venivano chiamate "lettere Fenicie", ma poi i Fenici sono caduti in disgrazia e comunque nessuno di loro è sopravvissuto fino al giorno d'oggi per guardare i Greci dall'alto in basso per dirgli: "Eh, la vostra lingua usa le nostre lettere!".
Da quel momento in poi le lettere sono state lettere e basta ed ha avuto inizio l'epopea del lessico Greco.
I cristianucci della prima ora, inoltre, hanno poi scritto i loro Vangeli in Greco (dando peraltro adito a diverse dispute interpretative visto che una parola greca può indicare una varietà di concetti astratti).
Il latino infine, anch'esso un derivato da un dialetto greco parlato a Cuma, ha influenzato le lingue europee (dette perciò "Romanze") per un millennio facendo da veicolo alle radici linguistiche grece.

Insomma non c'è niente da fare: siamo in debito con loro perché ci hanno dato le loro parole, rimanendo tenacemente aggrappati al loro fazzoletto di terra montagnosa attraverso i secoli per ricordarcelo di continuo.
Lo so che molti di voi rimarranno interdetti e quindi vi farò un altro esempio.
Quando, mie cari viaggiatori, arriverete all'aereoporto di Atene, se nel frattempo non li avranno tolti, vedrete un bel po' di poster giganti e cartelli che recitano: "20.000 parole straniere hanno origine Greca".
Poi prenderete il taxi per raggiungere la città e leggerete lo stesso cartello 6x4 m che fa bella mostra di se sull'autostrada. A questo punto il tassista vi chiederà per fare conversazione:
"Da dove venite?" ma la risposta non sarà importante perché ovunque sia la vostra casa nell'universo mondo, vi sentirete rispondere che la maggior parte delle parole della vostra lingua hanno origine greca.
Vi ho convinto ora? La verità è che siamo tutti in debito con i greci e dobbiamo pure ringraziarli perché non ci chiedono una tassa sulle parole.
Italiani? voi usate 12.000 parole greche: 100 euro a testa.
Inglesi? voi usate 20.000 parole greche 150 pound a testa.
Vi sembra un paradosso? Eppure ogni tanto, mentre li vedo con lo sguardo perso e sognante, sono sicuro che fantasticano su qualcosa del genere.
E' così nitida questa immagine che mi sembra di vederlo, il Greco, sprofondato placidamente in una poltrona davanti al suo frappettino in una caffetteria.
Ad un certo istante si scuote dal suo torpore, chiama con un gesto il cameriere.
Questi arriva con il conto e i due si scambiano un gesto di sghignazzante intesa:
"Amico, il mio conto lo paga quel turista lì, stammi bene ci vediamo domani!"